GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA SCUOLA, I Genitori dei bambini di Mamoiada contro i tagli sulla scuola e l’art.64 della nuova finanziaria.

DOCUMENTO  SULLA  SCUOLA DEI GENITORI  DI MAMOIADA

 

                                                                                     Al ministro dell’istruzione

                                                                    Al presidente della Regione Sardegna

                                                     All’assessore della P.I. della Regione Sardegna

                                                     Al Dirigente scolastico della Regione Sardegna

                                                   Al Dirigente scolastico della Provincia di Nuoro

                                                                  Al Presidente della Provincia di Nuoro

                                                     All’assessore alla P.I. della Provincia di Nuoro

                                                                      Al Prefetto della Provincia di Nuoro

                                                                                              Al Sindaco di Nuoro

                                                                                               Al Sindaco di Fonni

                                                                                          Al Sindaco di Orgosolo

                                                                                               Al Sindaco di Gavoi

                                                                                              Al Sindaco di Ollolai

                                                                                              Al Sindaco di Lodine

                                                                                                Al Sindaco di Tiana

                                                                                             Al Sindaco di Tonara

                                                                                            Al Sindaco di Ovodda

                                                                                                Al Sindaco di Olzai

                                                                                            Al Sindaco di Orotelli

                                                                                               Al Sindaco di Orani

                                                                                             Al Sindaco di Oniferi

                                                                                              Al Sindaco di Oliena

                                                                                              Al Sindaco di Orune

                                                                                            Al Sindaco di Dorgali

 

Noi cittadini di Mamoiada riuniti in assemblea al termine dei lavori del Consiglio Comunale del 21/7/2008, dedicato all’esame dell’articolo 64 del decreto legge n.112   del 25/6/2008 dal titolo “ Disposizioni in materia di organizzazione della scuola “, fortemente preoccupati per i suoi obiettivi e contenuti, che lasciano presagire uno scenario buio per il futuro della scuola, e per la situazione che si verrà a creare all’inizio del prossimo anno scolastico nella scuola primaria per la perdita di due classi, abbiamo redatto il seguente documento:

L’articolo 64 del decreto legge 112 del 25 6/2008 é una vera e propria dichiarazione di guerra alla scuola pubblica per i drammatici tagli del personale docente e del personale ATA e per l’immensa riduzione delle risorse finanziarie nel triennio 2009-20012. Si calcola che circa 100.000 docenti e 43.000 lavoratori ATA perderanno il posto di lavoro. Nella Provincia di Nuoro 748 fra docenti e personale ATA verranno espulsi dal mondo della scuola.  Un colpo durissimo per il tessuto sociale del nostro territorio. Enormi sono i tagli delle risorse finanziarie. Essi ammontano a 7 miliardi 832 milioni di euro, una vera e propria finanziaria, che la scuola deve sostenere da sola. E’ chiaro che l’obiettivo che si vuole raggiungere con questa manovra é quello dello smantellamento della scuola pubblica, che si vuole rendere sempre più povera e sempre più schiava, perché questo decreto non nasce da un’analisi ragionata del sistema scolastico nazionale e non ha alcun proposito di migliorare il servizio. Esso mira esclusivamente a realizzare ingenti economie di spesa. La qualità della scuola passa in secondo ordine, mentre in primo piano si pone la riduzione della spesa per la scuola che deve scendere, scendere sempre di più. E’ evidente che per questo governo la scuola, il sapere, lo studio non sono risorse e investimenti per il futuro, ma soltanto costi e fastidi.

Noi vogliamo difendere la scuola pubblica, libera, laica, pluralista e gratuita, che costituisce un valore condiviso dagli Italiani ed appartiene alla storia e alla civiltà del nostro paese. E’ un bene raggiunto con i sacrifici materiali e morali di intere generazioni. A questo bene come cittadini non intendiamo rinunciare. Così come non potremo mai permettere che vengano calpestati i fondamenti della nostra democrazia: l’istruzione, la libertà di espressione, la libertà d’insegnamento, i processi di integrazione, la convivenza con i diversi da noi. La scuola pubblica ha sempre garantito tutti questi valori, che sono condivisi dalla società nazionale. Difendiamo la scuola pubblica, la scuola di tutti e per tutti, come spazio pubblico di confronto in cui convivono ragazze e ragazzi di origine sociale diversa, di razza e religione diverse, insegnanti di differenti culture e idee politiche, perché è la sola che rende possibile un progetto educativo democratico e che sappia sviluppare le potenzialità critiche dei ragazzi e la loro capacità di compiere scelte in piena libertà ed autonomia.

Anche la scuola di Mamoiada, in particolare la scuola primaria, é chiamata a offrire il suo contributo a questo olocausto della scuola pubblica, sacrificando due classi sull’altare sacro e inviolabile della riduzione della spesa pubblica. Noi cittadini non accettiamo che i nostri figli siano le vittime sacrificali di questo processo massiccio e traumatico di distruzione della scuola pubblica e siamo pronti a manifestare la nostra protesta in tutte le forme che la legalità consente. Non accettiamo che la nostra scuola venga ridimensionata, poiché l’attacco alla scuola pubblica significa che viene calpestata la democrazia. Ci rivolgiamo alle popolazioni dei paesi della Barbagia, affinché insieme organizziamo una grande mobilitazione per aprire una vertenza sulla scuola, per fermare il progetto di questo governo del disimpegno dello Stato dall’istruzione. La distruzione del sistema scolastico nazionale impoverisce ulteriormente il paese, poichè l’oscurantismo di questo governo ignora e distrugge il patrimonio culturale realizzato nella scuola ed ignora la sfida di una società complessa e multiculturale. Noi cittadini di Mamoiada non possiamo permettere che la nuova scuola che si delinea, ci riporti al mito di Erode, la strage degli’innocenti, attraverso le parole di Silvio Berlusconi, che afferma che é impensabile che il figlio dell’operaio possa frequentare la stessa scuola del figlio dell’imprenditore o del professionista. Questa scuola di classe che si profila noi la rigettiamo senza alcuna attenuante.

La raeltà socio-economica di Mamoiada, come quella di tutti gli altri piccoli paesi dell’interno non é assolutamente paragonabile a quella delle città. Una scuola dequalificata, con un’offerta formativa povera, perché mancano spazi, laboratori, biblioteche, risorse economiche, insieme all’assenza di altri servizi: guardie mediche che chiudono, trasporti inefficienti, la mancanza di prospettiva di un futuro sicuro e dignitoso per i giovani, rendono questi paesi di poveri e anziani, paesi fantasmi, spettri di una società in via di estinzione. Chiediamo pertanto per Mamoiada e per gli altri paesi della Barbagia non soltanto che vengano rivisti i criteri e i parametri di formazione delle classi, e che venga incrementato il numero degli insegnanti di sostegno rivalorizzando il rapporto 1 a 1 per ogni bambino disabile,  ma anche che vengano incrementati i trasferimenti da parte dello Stato agli istituti scolastici, affinché la scuola pubblica possa adempiere al compito e al ruolo che al Costituzione le assegna: la promozione dello sviluppo della persona umana.

 

 

                                                                                     Il comitato dei genitori

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