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PERCAS – Spettacolo teatrale di e con Giovanni Carroni

Posted in Cronache dal paese, Mamoiada, Manifestazioni a Mamoiada with tags , , , , on settembre 3, 2009 by Barbaricina
percas locandina

percas locandina

 esto originale di Giovanni Carroni
liberamente ispirato al “Giorno del Giudizio” di Salvatore Satta
con:
Giovanni Carroni
Monica Corimbi
Giuseppe Porcu
Monica Farina
Clara Murtas

e con
GianPasquale Mercuriu, Paolo Mercuriu,
Francesco Canu, Mirko Piu

Non c’è niente di più sofferto e difficile per un nuorese che parlare di Nuoro.E’ mettere il dito nella piaga, affondare il coltello nella carne viva. E’ masochismo. Nuoro è il luogo del tutto e del nulla, è il mondo e l’antro chiuso della caverna, strade infinite nell’universo, binario morto al centro del villaggio. E’ la fissità secolare di un ritmo binario che non porta da nessuna parte.Il ritmo ossessivo compulsivo del Mammuthone (maschera della tradizione barbaricina) che incorna lo spazio e il tempo davanti a se, senza possibilità di scampo; è la fissità dei nuraghes, intatti nella loro millenaria inquietante maestosità; è il silenzio pieno delle sue campagne, pullullate da pecore, capre e uomini invisibili, tra querce ,sughere,lentischi; è l’afrodisiaca festa dei profumi de su beranu (primavera) e del vino che inebria la mente, che innamora e uccide; è il canto triste dei tenores, capri cantanti/danzanti , guerrieri/ pastori, re schiavi della propria terra.
Nuoro, culla prigione delle sue creature, che all’improvviso esplode nel miracolo del figlio che illumina il mondo delle sue meraviglie, e viaggia nel mondo delle umane genti con la sua corona d’alloro. E’ allora che l’Ulisse di ritorno in patria non può non fare a meno del suo Giudizio, quello che Salvatore Satta chiamava «il mistero del processo».

Questa terra , che ha visto invasori fenici, bizantini, romani,saraceni,spagnoli, pisani, genovesi e per finire italiani. Questo popolo, che per il 90% ha origini pastorali, fatica ancora oggi a trovare una sua autonomia. L’autonomia di un a regione che da troppi secoli è vittima di dominatori esterni e di politici interni senza scrupoli, della “mala giustizia”. Un popolo che fatica a trovare unità, coesione. Dicevano gli spagnoli dei sardi: “Pocos, locos e male unidos”.

Lo spettacolo dunque è anche una riflessione/provocazione alla situazione economico/politica di adesso. Racconta le contraddizioni di una tradizione millenaria straordinaria che si scontra con la volgarità attuale di molti Vip miliardari, italiani e stranieri, e le numerose donne/veline, che frequentano la Costa Smeralda, accompagnati e sostenuti da politici corrotti e potenti, affaristi sardi e italiani, che stanno portando l’Isola a un “naufragio” economio- sociale oltre che culturale.
La mise en espace vorrebbe svilupparsi sotto l’azione dirompente/deragliante della forza pittorica di Francis Bacon: corpo, carne macellata, spirito, divenire animale, isteria. limite del corpo vissuto, che Artaud, suo scopritore, ha chiamato corpo senza organi. “Il corpo è il corpo/E’solo/E non ha bisogno d’organi/Il corpo non è mai un organismo/Gli organismi sono i nemici del corpo”
Bacon incontra Artaud in molti punti. E allo stesso tempo io incontro Bacon in molte manifestazioni quotidiane o rituali della Barbagia: le bellissime contratture e paralisi, le iperestesie o le anestesie, associate o alternanti, fissità e migrazione, le sbavature, le torsioni..I fenomeni di precipitazione e anticipazione o , al contrario, di ritardo (isteresi). Il tondo, l’isolante, lo spopolatore. Quelle stesse creature che spesso si aggirano nell’Isola isolante della mia Sardegna, della mia Nuoro. Aria lucida frizzante e melma scura. Movimento violento e spasmodico. Cupa luce alcolica, voce senza corpo, spazio senza tempo. testimone vittima carnefice. Immobilità urlo afasia.
Nuoro, sensazione panica della solitudine, senso sofferto del mondo circostante ,infinitamente grande, infinitamente piccolo. Mammuthone che incespica , cade , si rialza, goffamente danza, poi piano trova il ritmo, la strada, il cammino, con dolore si sveste , ritrova il suo corpo il suo volto il suo sangue, il suo canto.

(1) percas- fenditure, anfratti, luogo scosceso, impervio